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TEMATICA 5

Page history last edited by Claudia Satta 3 years, 4 months ago

TEMATICA 5

Ruolo della società 

 

L'Art. 3 della Costituzione recita:

 

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

 

Nella nostra società la diversità è una realtà abbastanza diffusa, non sempre accettata ma molto complessa come fenomeno. In una società che tende alla globalizzazione e all'intercultura ci sono ancora fenomeni di discriminazione e di giudizio nei confronti del diverso (vedi tematica 1). 

Il diverso non è solo il disabile, ma anche l'omosessuale e l'uomo con un colore di pelle diverso dal nostro (vedi tematica 2).  Per un adulto il diverso è in ogni dove, mentre i bambini piccoli non hanno preconcetti che diano loro la possibilità di comprendere cosa sia la normalità. Sono i genitori e la società che determineranno e influenzeranno il loro modo di pensare. 

La scuola, con il suo compito educativo, deve gettare le basi per una mentalità aperta alla diversità, di qualunque tipo essa sia. Schemi mentali prefissati e preconcetti accompagnano la nostra vita sociale e ciò è insito nella natura umana.

Sempre in età scolare gioca un ruolo importante il gruppo dei pari. Questo costituisce uno spazio di confronto, rispecchiamento e possiede regole specifiche spesso in opposizione a quelle del mondo degli adulti. Nel momento in cui entra nel gruppo, il giovane si porta dentro, insieme ai bisogni, anche ansie e riserve nei confronti degli altri. Da una parte queste servono a difendere la propria persona; dall’altra sono manifestazioni dei limiti nella capacità di stabilire relazioni. Nel gruppo dei pari è importante riconoscere e valorizzare la diversità e originalità di ogni persona e ognuno è portatore di proprie idee e propri stili. Questa diversità può accrescere le risorse all’interno del gruppo e aiuta a sviluppare un clima di fiducia incondizionata, in questo clima non si ha paura degli altri ma si vogliono condividere reciprocamente idee ed esperienze. Il gruppo permette di mantenere vivo il desiderio di apprendere, nel senso di essere disponibili a cambiare le proprie idee nel momento in cui se ne incontrano altre ed essere curiosi nei confronti di queste. Attraverso il gruppo dei pari l’adolescente può trovare una propria indipendenza e una propria progettualità, definendo la propria identità. Dal momento che il gruppo rappresenta un elemento così importante nella vita di un giovane, davanti ad un rifiuto subito, a volte il ragazzo non si sente ben inserito o accettato (caso 6; vedi tematica 6). In questi casi possono svilupparsi disagi e disturbi più o meno seri che potrebbero portare a stati d’ ansia specifici come l’ansia sociale o stati depressivi (vedi tematica 7).

I mezzi di comunicazione di massa sono parte attiva della società e possono ricoprire, in alcune occasioni, la funzione di agenzia educativa. La loro incidenza, già consistente, si è andata amplificando con l'avvento dei "nuovi media", molto utilizzati dai giovani e si pongono talvolta in concorrenza con la famiglia e con la scuola.

L'importanza dei mass media si rileva in una società tendenzialmente multiculturale e multietnica: l'incalzare degli avvenimenti, le figure dell'immigrazione, la presenza dello "straniero" trovano sui giornali e nella televisione un primo veicolo di ampio impatto cognitivo ed emotivo. La situazione interculturale, in cui si trovano soggetti di diversa provenienza, non può essere risolta dalla scuola da sola. Giocano un ruolo importante nella definizione del concetto di diversità i  giornali e la televisione. L'approccio del giornale rivela una mentalità complessivamente provincialistica, una pigrizia intellettuale che alle incertezze di una visione critica e sensibile ai mutamenti della società preferisce l'illusoria sicurezza di un'ottica angusta e manicheistica (vedi tematica 4). Al di fuori della figura-modello dello straniero “turista spendaccione”, fonte di lavoro e di ricchezza - tutto il resto sarebbe puramente parassitario, fonte di disturbo e di insicurezza per la comunità (caso 2; vedi tematica 3). Particolarmente significativa è l'assenza della voce diretta degli immigrati poiché molto raramente si fa ricorso alla loro diretta testimonianza. Ciò evidentemente ostacola la diffusione di un punto di vista differente, o quantomeno la costruzione di una rappresentazione del fenomeno non univoca. 

Per quanto riguarda la televisione, secondo una ricerca del 1983, Archer e colleghi evidenziarono come i media presentassero con maggior frequenza visi maschile e corpi femminili. Questo finiva per confermare l’associazione tra maschi e qualità intellettuali e donne e qualità fisiche ed emotive (caso 5). Infatti, le persone ritratte con maggior focus sul volto sono giudicate più intelligenti; le donne al contrario tendono ad essere “smembrate”, rappresentare solo con parti del corpo, in particolare con gli attributi sessuali primari e secondari. Lo smembramento del corpo femminile porta a identificare la persona con il proprio corpo, o parti di esso; l’oggetto-corpo è ridotto a mero strumento da guardare e valutare nella sua funzione di oggetto sessuale (vedi tematica 8). Questo continuo e sistematico monitoraggio del proprio corpo, ha delle inevitabili ripercussioni sulla qualità della vita e sulla salute delle donne: si parla di sentimenti quali vergogna e ansi dovuti al senso di inadeguatezza di fronte a modelli di bellezza virtualmente irraggiungibili.

Nei mass-media il tema della disabilità non viene ancora trattato del tutto con competenza. Spesso, infatti, le storie proposte sono relative a “supereroi dello sport” o, al contrario, a casi di disagio sociale che suscitano pietà e compassione negli ascoltatori; inoltre, sin troppo frequentemente la modalità di conduzione delle trasmissioni televisive su argomenti delicati riguardanti il tema della disabilità, non è propriamente corretta e all’altezza delle problematiche che si vogliono presentare. In questo modo accade che in genere, a causa soprattutto di superficialità, passino messaggi non condivisibiliLa normalità della condizione di disabilità, con le sue sfaccettature sia positive che negative, la quotidianità che viene affrontata con forza, ma anche con spirito di ottimismo e naturalezza, sono ancora aspetti che “non fanno audience” e quindi essi vengono raramente affrontati in radio, in televisione e nello stesso web.

In conclusione, la società di oggi pensa di essere libera in quanto lontana dalla possibilità di attuare alcune scelte, ma allo stesso tempo non si accorge che quelle scelte sono già state prese poiché ciò che si vive quotidianamente influenza enormemente il modo di pensare. Si passa dalla possibilità per tutti gli uomini di possedere il diritto di essere, al divieto di essere diverso. Al giorno d'oggi chi dice diversità, dice differenza, chi dice differenza dice disuguaglianza, chi dice disuguaglianza dice pregiudizio. Chi dice diversità è vittima di pregiudizio.

La società odierna si trova ad essere la più spietata di sempre nei confronti di chi è diverso. E’ la società del pregiudizio per eccellenza.

 

 

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