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TEMATICA 2

Page history last edited by Claudia Satta 3 years, 6 months ago

TEMATICA 2

Concetto di alterità 

 

Le parole relazione e integrazione sono, oggi, alla base dell'inclusione sociale ed è, perciò, opportuno affrontare il problema dell’alterità.

La parola alterità deriva dal latino alter (diverso, altro) e viene usata come sinonimo di diversità. Nel linguaggio filosofico indica ciò che si presenta come altro, diverso, non identico, esprimendo la differenza tra due entità.

Dalla percezione negativa dell’altro scaturisce paura (vedi tematica 3) e insofferenza, intolleranza (caso 3) e razzismo (caso 2), mentre da un’accettazione positiva può scaturire un incontro nuovo, un cambiamento, una speranza, perché solo con il coraggio di ripartire dall’altro, dal volto altrui è possibile impegnarsi, al fine di creare le condizioni per il passaggio dall’umanesimo del soggetto all’identità dell’altro, dalla logica dell’individuo alla cultura della differenza, dall’etica del soggetto al principio dell’alterità, dal singolo alle comunità. 
L’etica dell’altro è l’espressione con cui si riassumono gli atteggiamenti di responsabilità, accoglienza, prossimità, solidarietà. 

Il rapporto con l’altro non implica la rinuncia alla propria verità e ai propri valori, che verranno affermati, testimoniati e rivalutati con efficacia, in una convinzione di grande rispetto per la verità e i valori della convivialità e della condivisione, in prospettive di reciprocità relazionali. 

Col tempo, ogni gruppo culturale si è irrigidito nel suo sistema e “l’altro” gli è sempre apparso come il “diverso”. L’integrazione lascia qui il passo alla demonizzazione, alla razzizzazione dell’altro in quanto nemico che perde dignità morale ed il diritto all’esistenza.
Si arriva in questo modo alla legittimazione della violenza; nasce il fondamento artificioso di ogni gruppo e si nota come ogni etnia prima e come ogni civiltà poi crede come autentica la propria interpretazione della realtà, dando vita a quel processo storico, ancora oggi in atto, di totalizzazione e di assimilazione della diversità (vedi 
tematica 4).
Questa mistificazione dei rapporti intersoggettivi, dovuta all’originaria “ignoranza” dell’uomo, ha fatto si che l’interpretazione unidimensionale e metafisica del mondo portasse i popoli l’uno contro l’altro a causa di una oggettivazione inautentica della realtà, dovuta ad una interpretazione o comprensione errata dell’alterità.

Bisogna rivalutare l'importanza del dialogo e dell'incontro fra individui, in modo tale da riconoscere l’altro e renderci così responsabili nei suoi confronti. L’Altro dev'essere, dunque, visto come un bene, un’opportunità, una risorsa.

 

 

 

 

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